Scontri in Val di Susa. Avviati i lavori per la realizzazione della Tav
"E' andata bene, è stato aperto il cantiere, le forze dell'ordine si sono comportate molto bene". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha commentato la vicenda del cantiere della Tav dove si sono registrati scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine. Leggi Tav, sassi e una domanda: Nichi ma che stai a fa'? da Cerazade Lettori del Foglio cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook

La polizia, dopo aver fronteggiato dalle prime ore del mattino i manifestanti No Tav che si oppongono all'opera e che da settimane presidiano la zona e impediscono l'accesso, ha consegnato le aree alle ditte appaltatrici. Le forze dell'ordine sono sul posto per presidiare i lavori.
Questa mattina a Chiomonte, in Val di Susa, ci sono stati dei violenti scontri tra forze dell’ordine e manifestanti contro l’apertura dei cantieri. Un corteo di mezzi della polizia e dei carabinieri è avanzato verso la centrale elettrica, rimuovendo mano a mano i blocchi stradali allestiti dai No Tav (in tutto una quindicina di blocchi).
La Polizia, in una nota, ha comunicato di aver risposto con il lancio di lacrimogeni al gruppo più agguerrito di manifestanti No Tav che stavano lanciando pece, secchi di vernice, numerosi grossi petardi, oggetti contundenti e stavano scaricando estintori all'indirizzo di operai e agenti sulla strada dell'Avanà, in Val di Susa, all'altezza del sito della A32 in cui sarà allestito il cantiere per la realizzazione della galleria geognostica per la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Il lancio di oggetti e di polvere di estintore è proseguito e sono state alzate anche "barricate di fuoco", roghi generati da balle di fieno posizionate sulla strada dell'Avanà, intrise di olio e nafta.
Negli scontri, dicono la polizia e una radio locale vicina al movimento "No Tav", contrario alla realizzazione della linea nella valle, sono rimaste ferite 29 persone, 25 agenti e quattro manifestanti. Un finanziere e un carabiniere risultano invece contusi. Le forze dell'ordine e gli operai erano arrivati intorno alle 5 del mattino per l'insediamento del cantiere nell'area attigua al viadotto "Clarea", in uscita dalla galleria Ramats sulla carreggiata sud dell'A/32, alla Maddalena di Chiomonte.
L'autostrada è stata chiusa alle 4 nella tratta compresa tra Bardonecchia e Avigliana ovest, in entrambe le carreggiate, per motivi di sicurezza e di pubblica incolumità. All'arrivo delle forze di Polizia nell'area del cantiere, centinaia di manifestanti No Tav si sono posizionati nei pressi della galleria Ramats, alcuni di loro armati di sassi. Numerosi posti di blocco sono stati rimossi dagli agenti. Anche i vigili del fuoco sono stati impegnati a neutralizzare i roghi creati dai manifestanti. Sempre la polizia comunica che al check point della centrale elettrica lungo la colonna dei mezzi delle maestranze e di Polizia, i manifestanti stanno cercando di abbattere un albero per farlo cadere addosso ai mezzi ed è in atto un fitto lancio di sassi. Per respingere l'aggressione sono stati esplosi diversi lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, che attualmente hanno superato il posto di blocco. Una decina gli sbarramenti che il convoglio di mezzi delle forze di polizia e degli operai provenienti su strada dell'Avanà, sono stati costretti a rimuovere prima di raggiungere e superare il primo e il secondo check point.
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